Vincenzo Califano Vincenzo Califano

Giornalista e Accademico Italiano della Cucina (AIC) lavora nel settore della comunicazione e del marketing territoriale. Di recente è stato nominato, dall’Associazione delle PMI Confimpresa, Consigliere Nazionale per il Turismo dopo aver ricoperto per molti anni ruoli nella pubblica amministrazione locale in Penisola Sorrentina e nella Camera di Commercio di Napoli dove è stato consigliere e componente di giunta per il settore agroalimentare. In qualità di consulente tecnico ha partecipato alla stesura del primo progetto del Ministero dell’Agricoltura (Mipaf) per contrastare l’agropirateria e per tutelare l’identità, l’originalità a la qualità del made in Italy dalle contraffazioni. Ha fondato e diretto testate giornalistiche locali e specialistiche nazionali con particolare riferimento ai temi dell’educazione e dell’istruzione oltre che dell’attualità. Ha fondato la ICTCoop&Servizi scarl e dirige il network di comunicazione campaniachannel.it.
 


Alberto Cascone Alberto Cascone

Giornalista e fotoreporter è stato tra i fondatori dell’Università della Cucina Mediterranea nata a Sorrento nel 2009 per iniziativa di esperti del settore enogastronomico, dell’accoglienza e dell’ospitalità turistica uniti nell’intento di valorizzare e di promuovere la tradizione culinaria territoriale e di offrire ai giovani opportunità di apprendimento e di formazione sul campo. Lavora nel settore delle telecomunicazioni e nel tempo libero collabora con enti e associazioni impegnati in progetti di valorizzazione e di promozione socio-culturale-artistica con particolare riferimento alla storia e alle tradizioni locali. Ha fondato il club “buon appetito” che riunisce un gruppo di amici, di professionisti e amanti della cucina tipica impegnati a scoprire e a valorizzare quelle realtà ristorative che abbinano ed esaltano il rapporto tra tipicità, qualità e prezzo. 
 


Antonino Esposito Antonino Esposito

Geometra, esperto in assistenza e consulenza per le imprese turistico-ricettive, è l'ideatore e coordinatore del progetto nazionale "Hotel Rifiuti Zero" che riguarda tutti i tipi di strutture turistiche (alberghi, ristoranti, B&B, Case vacanze) che intendono attuare una strategia di abbattimento della produzione dei rifiuti nell'ottica della sostenibilità ambientale e finalizzata alla riduzione degli oneri fiscali e tributari che gravano sulle imprese. Appassionato di cucina, collabora con l'Università della Cucina Mediterranea a Sorrento


Costiera Sorrento Amalfi Costiera Sorrento Amalfi

 

La Costiera sorrentino-amalfitana si racchiude nello spazio di pochi chilometri quadrati proponendo l’eccellenza dell’offerta turistica della Campania: Sorrento, Capri, Positano, Amalfi, Ravello, Agerola, Gragnano a un passo da Pompei e dal Vesuvio.

 

Un territorio storicamente vocato all’accoglienza e all’ospitalità raffinata, attento a soddisfare le aspettative socio-culturali e artistiche, ma anche eno-gastronomiche, per realizzare il sogno di sentirsi a pieno titolo cittadini del mondo.

 

Panorama

 

La salubrità dei luoghi, tra la terra e il mare di omerica memoria, propone produzioni tipiche e di qualità che ne fanno la capitale del limoncello e dei follovielli. La tradizione vuole che il limoncello sia nato agli inizi del novecento in Costiera impiegando due tipi di frutti: il femminello sorrentino e lo sfusato amalfitano, circostanza che sta all’origine della contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi sulla paternità di questo liquore dolce ottenuto dalla macerazione in alcol delle scorze di limone. La denominazione “limoncello” è un’esclusiva di questo prodotto che utilizza il limone IGP.

 

Follovielli

 

Le foglie degli agrumi sorrentini sono utilizzate per produrre i follovielli, che sono fagottini ripieni di uva sultanina e di arancia condita che si preparano d’inverno per imbandire e deliziare le tavole di Natale.
 

E ancora il fiordilatte di Agerola Dop formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata la cui produzione risale all’epoca pre-romana. Il Provolone del Monaco Dop tra i più rinomati formaggi stagionati dell’area costiera per la cui produzione è impiegato, almeno per il 20%, latte della vacca agerolese creata a metà del XIX secolo ad Agerola. Questo provolone trae la sua denominazione storica dal fatto che i casari sbarcavano all'alba nel porto di Napoli per commercializzarli e si proteggevano dalle intemperie coprendosi con un mantello di tela di sacco simile al saio dei monaci.

 

Provolone del Monaco

 

Gragnano è invece la capitale della pasta, con la produzione dei “maccaroni” che sin dal 17° secolo divenne la principale attività produttiva della città che considera la pasta come il suo “oro bianco”. Non è un caso che i turisti stranieri identifichino tutto questo territorio, sul piano gastronomico, per questo prodotto che guida la classifica delle eccellenze culinarie dell’area.

 

Sono invece tre i vini di qualità e di rinomata tradizione, il Penisola Sorrentina Doc, con il Lettere, il Gragnano e il Sorrento, citati da autori come Plinio, Galeno, Strabone. La produzione dell’olio extravergine d’oliva a Sorrento risale all’epoca dei coloni greci. Viene prodotto utilizzando diversi tipi di olive: l’Ogliarola o Minucciola in una percentuale non inferiore al 65% e la Rotondella, Frantoi o Leccino, in misura non superiore al 35%. La raccolta è rigorosamente fatta a mano entro la fine dell’anno. Ha ottenuto la Dop ed è protagonista di un evento nazionale, il concorso “Sirena d’oro”, giunto nel 2011 alla 9° edizione e che premia i migliori oli italiani dop.

 

Meta Spiaggia

 

L’offerta gastronomica di questo territorio è straordinariamente ricca, variegata e di livello medio-alta, apprezzata in Italia e all’estero, con le nove eccellenze stellate, i grandi protagonisti e attrattori della buona cucina costiera: Livia e Alfonso Iaccarino (Don Alfonso 1890, Sant’Agata sui due Golfi); Gennaro Esposito (La Torre del Saracino di Seiano, Vico Equense); Oliver Glowing (Maxi di Anacapri); Giuseppe Guida (Nonna Rosa, di Vico Equense) Antonio Mellino (Quattro Passi, Massalubrense); Mariella e Alfonso Caputo (La Taverna del Capitano, Massa Lubrense) Giuseppe Aversa (Il Buco di Sorrento); Danilo Di Vuolo (Capo La Gala, Vico Equense); Michele Deleo (Accanto dell’Hotel Angiolieri, Vico Equense).

 

Nel corso degli ultimi dieci anni la ristorazione costiera si è affermata a livello internazionale e prezioso in questo senso è stata anche l’opera di conoscenza svolta sul territorio dalla Delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina diretta da Sergio Corbino che ha animato la tradizione e valorizzato l’innovazione ai fornelli.

 

Grazie all’azione di questi operatori e moderni comunicatori della buona tavola e delle buone prassi in cucina a tutela del consumatore, la ristorazione in Costiera rappresenta non solo un forte attrattore turistico, quanto una straordinaria chiave di lettura socio-culturale del territorio, della sua storia delle sue tradizioni e delle produzioni di qualità.

 

Porto Turistico Piano di Sorrento

 

In questo fazzoletto di terra gli amanti delle terme possono soggiornare in due storiche strutture: a Castellammare di Stabia, città greca, poi etrusca, sannitica e romana nel 340 a.C. quando assunse il nome di Stabiae. Alle Terme di Stabia, nate nel 1833, ci sono 28 sorgenti minerali.

 

Si tratta di uno storico centro climatico e termale, meta dei soggiorni della nobiltà italiana ed europea che veniva a Castellammare a "passare le acque". Oggi offrono servizi secondo una visione di “salute globale” col centro per la sordità rinogena, un centro di pneumologia e un centro di fisioterapia per la cura di molte patologie respiratorie, bronchiali e riabilitative.

 

Percorrendo la statale sorrentina 145, all’ingresso di Vico Equense troviamo le Terme Lo Scrajo con 33 acque sulfuree e salse dove è possibile sottoporsi a fototerapia e balneoterapia sulfurea, fisioterapia, massoterapia, osteoterapia. Sono servite anche da un’apposita fermata della linea ferroviaria Circumvesuviana, le cui origini risalgono al 18 novembre 1890, e che oggi serve l’intera area metropolitana e provinciale attorno al Vesuvio e fino a Sorrento proponendosi quale ottimale alternativa all’utilizzo dell’auto per spostarsi lungo l’intera tratta costiera.

 





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Costiera Sorrento Amalfi

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